ROMOLUS
Anche quest’anno il Laboratorio teatrale del Cossali ha visto la partecipazione di una gruppo di attori-studenti che, con la regia di Giacomo Gamba e il coordinamento del Prof. Luigi Piovani, hanno messo in scena ROMOLUS, tratta da Romolo il Grande di Durrenmatt.
Si tratta di Marco Barbieri, Noemi Riboni, Karin Bressana, Maria Baronchelli, Camilla Amighetti, Ines Ben Salah, Davide Piccioni, Marialaura Giuliani, Matilde Ghidini, Giovanna Vesconi, Rebecca Lissoni, Lucia Guarneri, Tomas Brocchi, Alessia Ranzenigo, Silvia Gerri, Marta Mazzetti, Irene Bruschi, Anna Zahami.
Dalle loro parole si evince tutta la passione e l’interesse suscitati dall’esperienza:
Maria 4A SCI
<< Venerdì 27 maggio 2016, presso l’Auditorium della Cassa Rurale di Borgo San Giacomo e in replica giovedì 9 giugno presso il Convento Francescano di Rodengo Saiano si è tenuto lo spettacolo che ha sancito il termine del laboratorio teatrale dell’I.I.S. “Grazio Cossali”. Dopo queste informazioni, necessarie, ma un po’ noiose, posso finalmente scrollarmi di dosso le formalità e indossare una maschera… per essere me stessa. Sì, sembra paradossale, ma è così: il teatro fa vivere mille vite, false, ma in questo modo permette di conoscere se stessi. Il percorso è stato per me come un paio di ali, grazie alle quali ho potuto spiccare il volo verso terre inesistenti, create da ragazzi tra i 15 e i 20 anni. Siamo una tribù, un plotone pacifico, una famiglia meravigliosa; siamo stati in grado di costruire dal nulla un impero romano in declino, siamo diventati imperatori, imperatrici, guerrieri senza porpora o armature: la nostra veste è la finzione, corone ed elmi sono magia, e tutto è coperto da un mantello di illusione. Abbiamo squarciato la realtà, creando la verità con mani intrise di finzione, nonostante il tempo ridotto a nostra disposizione e le mille interrogazioni del terribile mese di maggio! Beh, che dire, abbiamo sfidato draghi, corso contro il tempo e lavorato con profonda passione, ora… che lo spettacolo abbia inizio!
Maria classe 4°A Liceo Scientifico >>
Marialaura 4A SCI
<< Quest’anno, una volta a settimana, dalle 14:00 alle 16:00, ho esplorato un nuovo mondo. In realtà, per me che sono già al terzo anno del progetto, tanto nuovo questo mondo non è: è soltanto diverso da quello che sono abituata a vivere, più grande e più bello. Qui è consentito essere qualcun altro per un giorno, è consentito fingere, mentire, ringiovanire, invecchiare. E’ il luogo dove il tempo si blocca, la dimensione in cui l’assurdo si realizza e ciò che per noi è normale, in fondo, non è più verosimile. E’ il luogo delle fiabe e della magia, il luogo della guerra dei sensi e del conflitto di passioni; benvenute urla, occhi sbarrati, labbra socchiuse; benvenute risate, enormi gesti, pazzia; benvenuti poesia e sentimento. Qui si parla con il corpo, con ciò che “viene dalla pancia”: sono gli impulsi che ci governano da dentro, e che solo in teatro posso essere sprigionati senza schermaglie. Se siamo in teatro, tutto è possibile. Basta un secondo, nemmeno il tempo di schioccare le dita, per essere catapultati in un universo differente e in una diversa concezione di vita. Noi, quest’anno, abbiamo conosciuto l’antica Roma. Eravamo ministri, prefetti, soldati e reali. Eravamo corrotti, squallidi e sporchi sotto i vestiti eleganti e antichi e posso assicurare che ognuno di noi, almeno una volta, si è davvero sentito così. Abbiamo dato spazio al nostro io interiore e al sentimento puro, che talvolta può essere irrazionale, ma sempre bellissimo. Abbiamo contribuito alla rovina dell’Impero e sotto i nostri occhi Roma è caduta. Spente le luci, la finzione si è esaurita, ma è rimasto un rispetto mistico, un ricordo intriso di magia, nonché una sorta di tacita complicità tra di noi. Alla fin fine, magari, il sipario non è davvero calato; magari, nulla è davvero finito. Forse, in questo momento, il ministro Mares starà ancora marciando, e forse la principessa Rea starà ancora recitando il “Lamento di Antigone prima di avviarsi alla morte”. L’ imperatore Romolo sicuramente starà badando ai suoi polli, magari in compagnia di Odoacre, e spero tanto che Emiliano sia riuscito a trovare pace. Per quanto riguarda il ministro Tullio Rotondo, penso che dovrebbe imparare a controllarsi un po’ di più, senza lasciarsi prendere troppo dall’ansia; il prefetto Spurio Tito Mamma, invece, dovrebbe proprio riposare: in fondo, se l’è meritato.
Inutile dire che il corso teatrale di quest’anno è stata un’esperienza che ci ha avvicinato tutti moltissimo, e non intendo “fisicamente”, come nel caso dei due Cesare Rupf, costretti in uno stesso paio di pantaloni: abbiamo invece avuto la possibilità di condividere emozioni e impressioni, dall’ansia enorme alla soddisfazione ancora più grande. A teatro funziona come in uno sport di squadra: ogni elemento è veramente essenziale e, come in una melodia, va intonato a tutto il resto. Serve collaborazione; serve fiducia. E naturalmente, serve anche molto impegno e voglia di provare a migliorarsi sino alla fine. Dopo tre anni di corso teatrale, ora più che mai mi sento di consigliare vivamente questa esperienza a chiunque altro abbia la possibilità di intraprenderla: il teatro, con la sua magia e aspettativa, insegna l’ascolto reciproco, oltre che l’ascolto di se stessi. E poi, ci si diverte davvero un mondo.
Marialaura classe 4°A Liceo Scientifico >>
Alessia 4B SCI
<< Buio... il teatro lentamente si illumina, il viso viene colpito dai caldi fari ed eccoci qua. Ancora una volta. O meglio per la prima volta, perché ogni volta che metti i piedi sul palco è come la prima. L'ansia da prestazione, temendo di sbagliare, la complicità con i tuoi fratelli, perché ormai è questo che siamo diventati dopo tutte quelle ore insieme….. Non serve parlare, bastano gli sguardi per sentire e l'adrenalina che scorre dentro ognuno di noi. Manca poco, pochissimo, tra meno di dieci minuti questo teatro diverrà una reggia imperiale. Ripeti mentalmente fino all'infinito le tue battute nella speranza di placare l'agitazione, le mani tremano, come il respiro. Gli ultimi consigli del regista, che ci sprona a dare il massimo e a viverci questo momento come fosse l'ultimo. E poi... è ora degli ultimi ritocchi, i calzoni, indossati velocemente, forse un po' stretti per due, le bretelle che ci terranno unite... ecco fatto. Prendo la mano della mia sorellina e amica e sento il suo cuore battere forte. Stop. Pochi minuti alle nove. Ecco, ora sono Bruto e niente più è importante. Bruto e Cesare Rupf. Nient'altro. Le nove. Buio... Luce.
Alessia classe 4°B Liceo Scientifico >>
Festival Internazionale TEATRO LAB
"STUDIO SU CALIGOLA" GUASTALLA 11 APRILE 2018"



